In questo periodo vedo sempre più spesso donne coperte, le braccia, la testa, a volte anche il volto. Eppure siamo in estate. Forse nuovi costumi di tipo islamico si stanno diffondendo anche da noi, o forse il motivo è un altro.

donnavelataIo sono una di quelle, che se mi incontri in questo periodo dell’anno giro con una borsa da viaggio anche se non sto per partire. Sì perché per sopravvivere nel giro del mondo in 365 gradi differenti, ogni giorno ho bisogno di armarmi di sciarpe, cappelli, scialli, camicie e giacchetti a seconda della temperatura raggiunta dal fanatici della crioterapia.

Loro, i criofanatici che se fuori fanno 35 gradi devono quantomeno abbassare la temperatura a 15, sono i sostenitori dell’ibernazione in vita. Dice che se ti congelano ancora vivo ti conservi meglio, un po’ come avviene per il pesce.

Tanto sta che a me, per mesi è precluso l’ingresso in tantissimi luoghi e nonostante le molte accortezze, lo shock termico è assicurato.

Poi si lamentano che le stagioni non esistono più, del resto stanno cercando di uniformare la temperatura agli stessi gradi tutto l’anno e un solo spiffero di calore è diventato insostenibile.

Il nostro corpo ormai ha subito una specie di mutazione genetica, la continua esposizione alle basse temperature ci rende sempre più difficile sopportare il caldo.

Eppure io ricordo quelle estati dell’infanzia, a bordo della ‘600 di mamma in direzione del mare, con i finestrini aperti, con l’odore delle balle di paglia nei campi di Maccarese e mi chiedo come siamo sopravvissuti senza l’aria condizionata. Ed eravamo pure felici, spettinati e felici, e così generazioni precedenti.

Ora la mia guerra contro l’aria condizionata non è una questione di principio. In tanto trovo assurdo che per freddare case, negozi e auto si debba innalzare ulteriormente la temperatura esterna e inquinare.

Trovo eccessivo il dispendio di corrente elettrica che quegli orribili condizionatori pretendono. Urtano il mio senso estetico, ma soprattutto mi provocano una vasta gamma di scompensi e malesseri, che mi richiederebbero di assentarmi dal lavoro per due mesi, mica per ferie, ma per malattia.

gouttes-deau-pluie-lumieres“Grazie, voi donne mezze nude, con i vestitini, i sandaletti, è facile! Molti di noi costretti a lavorare con giacca, cravatta, scarpe chiuse, stacci tu… ti va in ebollizione pure il cervello”  mi risponde ogni volta qualche amico.

E gli uomini si sa sono più calorosi, almeno fin tanto che indossano i vestiti.

Il ventilatore poi, con il suo irritante cigolare e con il viziaccio di mandare all’aria fogli e documenti non è molto amato. Comunque anche lui richiede parecchia energia elettrica e se sembra darci refrigerio, in realtà aumenta la sudorazione e provoca disidratazione.

fan-349932_960_720 (1)“Quindi? Ci tocca soffrire?” mi chiede un amico che solo al pensiero della temperatura ambiente comincia a gocciolare a terra.

No, ci mancherebbe. Però altre soluzioni ci sono e come sempre, basta non pretendere gli eccessi.

Un modo per refrigerare gli ambienti, in modo ecologico, naturale, senza impatto sulla salute delle persone lo hanno brevettato due designer italiani, Ferdinando Petrella e Damiano Iannini che hanno sviluppato la loro idea semplice ma innovativa, grazie al crowdfunding più famoso al mondo, Kickstarter.

La loro invenzione si chiama Geizeer un condizionatore minuscolo, un cubo di circa 14 cm, silenzioso, bello e discreto, che non necessita di alimentazione ma va caricato con un cavo USB dopo 24 ore di uso e che richiede una spesa di corrente di 1 solo centesimo al giorno.

Con così poco, permette di raffreddare di 3 gradi una stanza di 12 metri quadrati, dando quel sollievo dal caldo senza esagerazioni e senza tutte le controindicazioni di un vero condizionatore.

redgeizeerIl meccanismo di funzionamento è semplicissimo: un cubo formato da due scocche di legno al cui interno si trova una ventola e dove si inserisce un’apposita piastra eutettica, cioè uno di quei panetti di plastica che si mettono nel freezer e fungono da accumulatore di freddo, quelli che si usano nelle “borse frigo”.

Ah ecco, proprio quella che ci portavamo nelle gite al mare con la ‘600 di mamme per il pic- nic in pineta.

Qui l’ice-pack è a forma di cono, perché può essere usato anche come diffusore inserendo delle essenze e così oltre che rinfrescare l’aria, delizia l’olfatto eliminando odore di ascelle e quanto altro.

Poi dopo 4 ore va messo di nuovo in freezer ad accumulare freddo, e così la crioterapia la facciamo fare a lui.

geizeerHa piccoli dimensioni e può essere trasportato, magari anche su una vecchia auto di una volta, di quelle che l’aria condizionata neanche lo sa cosa sia.

E così, senza darsi troppe arie, a bordo di un vecchio maggiolone correre al mare, senza congestioni, con i capelli non troppo spettinati, ma comunque sani e tanto felici.

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Il prezzo di Geizeer si aggira intorno ai 100 dollari

http://www.geizeer.it/it/

https://www.facebook.com/Geizeer/