Quarant’anni ma non è possibile! Sembri una ragazzina… non esagero ma giuro che te ne davo 10 di meno!”

E’ con questa frase che spesso devo fare i conti. Sì perché quello che sembrerebbe ai più un complimento, magari detto con interesse se pronunciato da un uomo, a me suona con sospetto e minaccia.

Non che non mi fidi della buona fede di chi, pur conoscendomi da poco, mi rivolge questo genere di apprezzamento. Mi sento dire con affetto anche da chi mi conosce da sempre  “Per te il tempo non passa mai, sei sempre uguale…”

Mentre sento pronunciare queste frasi il mio pensiero non va alle rughe, alle smagliature lasciate dalle gravidanze, ai capelli che si ingrigiscono o agli zigomi che scendono e alle palpebre che calano, il mio pensiero non va al tempo che passa ma ad una lunga lista di E…

E221 – E231 – E233-  gli E950-951-954  ma anche tutti gli E da 200 a 299 la grande famiglia dei conservanti alimentari, o gli antiossidanti degli E300.

Sì perché sarò stravagante, ma quando mi dicono che mi tengo bene, che non invecchio, penso automaticamente a tutti gli additivi, ai conservanti, agli antiossidanti che ho ingerito nella mia vita.

haribo-1712078_960_720Un “Che bel colorito” detto con sincerità, inevitabilmente mi fa pensare a tutti i coloranti, alla Tartrazina (E102) o alla  Azorubina (E122)  a seconda che la mia pelle sia più gialla o rossastra, che posso aver assunto in 40 anni di merendine, surgelati, alimenti industriali, preparati e confezionati vari, di ogni forma e sapore.

Una leggenda metropolitana detta bisbigliando dice che: ” sai che i cimiteri dei piccolo comuni da qualche anno stanno avendo problemi di mancanza di loculi.  Il fatto è che quando riesumano le salme per trasferirle nell’ossario le trovano ancora tutte intere. Proprio come se fossero morti ieri… Dice che la causa è dovuta al fatto che da una quarantina di anni mangiamo cibi pieni di conservanti e questi rimangono nel nostro corpo e conservano anche noi, mica solo i cibi…

pet-food-1019008_960_720-boostChe sia anche il mio caso e di altra gente come me? Che non sia la genetica o lo stile di vita attivo a mantenerci in forma, ma un processo di mummificazione e saponificazione in vita che è iniziato a nostra insaputa?

Mi rendo conto che si tratta di un pensiero macabro che a non tutti piacerà leggere, però non posso fare a meno di condividerlo.

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Perché non solo avanza la sensazione di sentirmi intossicata da quanto intromesso fuori e dentro il mio corpo, cibi manipolati e creme industriali.

Non solo il mio corpo si ribella collezionando allergie e intolleranze se mi distraggo un attimo, se pretendo di mangiare qualcosa al volo, per caso, con noncuranza. Il mio corpo protesta e non perdona, pretende attenzione, selezione, cura e genuinità.

Per quanto, mi piacerebbe fregarmene altamente e scrollarmi di dosso l’incombenza di dovermi occupare del cibo. Confesso che quando riempio le ciotole dei cani con quelle palline compatte già pronte, penso con invidia che sarebbe bellissimo se anche per me e per i miei figli fosse possibile qualcosa del genere.

Quanto tempo risparmiato, niente più file al supermercato, tempo perso a cucinare, a pulire, sciacquare, immondizia da buttare…

Questo mio desiderio di eliminare il problema cibo dalla mia vita non è poca cura, ma semplicemente stanchezza. Una resa ai ritmi della vita che non riesco a sostenere.

E’ la quinta essenza del mio senso di frustrazione tra ciò che non riesco a fare e ciò che invece penso, sento e credo in materia di cibo sano e sofisticazione alimentare. E’ il fallimento della Wonder Woman che è in me con il grembiule logoro.

Perché in fondo credo che per vivere bene, si può solo mangiare bene. Che non si scappa dall’evidenza che solo materie prime di qualità e di provenienza certa, preparate in casa conoscendone alla perfezione gli ingredienti, sia l’unico modo per non ammalarsi.

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Anche se questa verità spesso l’ho negata facendo la spesa di corsa, in orari notturni, riempiendo il carrello con cibi veloci e già pronti. Poi però è sempre il mio corpo a comandare, a punirmi, perché lui è severo ma saggio nel pretendere gusto, freschezza e varietà. E a lui non si scappa.

E’ così che ho trovato la soluzione, faccio la spesa on line. Niente più ore incolonnata nel parcheggio sotterraneo o con la macchina in seconda fila tra li “mortimia” perché cerco di scaricare la spesa, o carica di buste sullo scooter come un’equilibrista/barbone che si porta incastrato addosso tutto ciò che possiede.

No, adesso seduta davanti al Pc scelgo le zucchine Bio dell’azienda viterbese, il cavolorapa dell’alta Tuscia o il pomodorino pontino che arriverà direttamente sul mio zerbino, come per magia, senza stress senza fatica. Senza che quei prodotti abbiano fatto il giro del mondo prima di riposare nel mio frigo, che siano stati ubriacati di diserbanti, o fatto attese infinite abbandonati al sole o chissà dove.

Dall’orto a casa, senza girarci troppo intorno, direttamente nel Boxbio.

danboard-1463719_960_720-boostMagari passerò le serata davanti ai tutorial di Youtube per imparare come ci si approccia ad un cardo o per scoprire cosa me ne faccio di topinambur. Magari avrò le unghie annerite a furia di capare carciofi e cicoria nostrana, ma il tempo e lo stress risparmiato per fare lo spesa lo  dedico felice a cucinare, magari bevendo un bicchiere di rosso a raccontarci cose in compagnia.

Perché le cose sane, quelle giuste sono sempre le più semplici. E senza complicarsi la vita, mi rendo conto che mi basta un dito per stare bene.

 

Per ricevere la spesa bio, prodotti locali direttamente a casa le soluzioni sono tante.

La più economica è il Gruppo di Acquisto GAS, cittadini che si organizzano per acquistare insieme direttamente dai produttori secondo criteri di rispetto per le persone e l’ambiente. Richiede comunque un certo impegno                   http://www.economiasolidale.net

Un’altra soluzione è Kalulu, il social network che permette di accorciare le distanze tra produttore e consumatore, grazie alla promozione della filiera corta e un contatto diretto tra chi coltiva e chi consuma                                                       http://www.kalulu.it

Per chi come me ha la forza e il tempo di spingere al massimo il tasto del mouse, esistono altre soluzioni più organizzate:

A Roma esiste Zolle, un sito di acquisto  di prodotti biologici locali consegnati a domicilio                                                    http://www.zolle.it/web/

Io personalmente mi rivolgo a La Boutique del Biologico, dove posso trovare non solo frutta e verdura biologica e stagionale ma anche cosmesi naturale, prodotti in barattolo e confezionati da piccole aziende regionali di qualità.                   http://www.laboutiquedelbiologico.it