E’ difficile rientrare nella propria vita. Anche se la pausa è stata breve, riprendere i ritmi quotidiani è cosa dura, ci vuole rassegnazione e docilità, doti di cui non sono stata fornita.

Immettersi di nuovo nel solito tran tran, in quella routine di orari e doveri che a volte ti sembra di vivere su un binario di una circolare, che ogni giorno parte e ritorna nello stesso punto.

Le fermate sempre le stesse, le pause sempre brevi e contate, in un eterno ritorno che però non ha il sapore della sicurezza, ma di certezze che affondano nell’instabilità.

Ho sempre pensato che l’anno nuovo in verità inizi a settembre, e che festeggiare il Capodanno a Gennaio sia qualcosa di artificioso e immotivato.

E’ in questi giorni qui, di fine agosto, che si tirano le somme, si azzardano buoni propositi, si riflette su quello che è stato e si prova a lanciare in aria qualche desiderio futuro. Il vero Capodanno esistenziale avviene ora.

compass-801763_960_720L’ansia, l’insoddisfazione, i timori o gli entusiasmi, si alternano e s’impossessano dell’umore di fine estate.

Più o meno consapevolmente, siamo tutti coinvolti in questa fase di nuovo inizio.

Per me l’estate è stato già un preludio, neanche le vacanze hanno scacciato via i pensieri. Anzi, il tempo a disposizione ha permesso a dubbi e paure di farsi strada più liberamente e la sola difesa è stata non lasciarsi sopraffare ma cercare di fare ordine, di sbrogliare nodi fastidiosi per ripartire con più chiarezza.

bamboo-364112_960_720E così, alla vigilia del mio Capodanno personale, mentalmente affaticata ed emotivamente svuotata, penso che tutto quello che mi servirebbe per ripartire, per trovare la strada, sarebbe perdermi.

Come in un gioco avere il privilegio di sentirmi disorientata, lasciarmi sorprendere, incantare da ciò che non mi aspetto. Cercare nuovi percorsi, imboccare strade sbagliate con il dono della leggerezza e del divertimento, sapendo che anche le strade cieche hanno la capacità di mostrarci qualcosa di nuovo e che tornare indietro e continuare  a cercare fa parte del gioco. Come in un Labirinto.

Labirinto-della-Masone_16_optAllora mi verrebbe voglia di partire e correre a Parma, nel Labirinto della Masone, il più grande labirinto al mondo, fatto interamente di piante di bambù. Nato nel 2015 lì dove Jorge Luis Borges era spesso ospitato dal suo amico editore Franco Maria Ricci e dove immaginava Labirinti onirici.

Più di 200 mila esemplari di bambù tra i quali fantasticare e riflettere.

labirinto della masoneE tra la bellezza del bambù, tra il loro odore, procedere a passi incerti, perché esitare è permesso, vagare, perdersi, tra enigmi e pensieri alla ricerca del proprio cammino.

E finalmente non avere paura di lasciarsi andare, perché ci si trova in un luogo incantato dove smarrirsi un po’, ma senza il pericolo di farsi male.

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A Mezzago, tra Monza e Brianza l’artista tedesca Maria Mesh ha disegnato un surreale e magico labirinto di mais. Un’opera di Land Art che solo ora, nel pieno della fioritura e fino a settembre, è possibile visitare.