Bella l’estate, pensavo quando ero ragazzina e potevo riempirmi per tre mesi di ozio fino alla noia. Quando ti ritrovi grande però, anche il semplice rito della vestizione mattutina diventa un supplizio.

Perché quello che mi pesa di più in fondo, è il fatto di non potermene stare scalza e in pareo, magari pure a casa mia, ma di fatto è quello che rende l’estate tale. Liberarsi dalle costrizioni, anche e semplicemente quella dei vestiti.

Se però devi lavorare, il pensiero mentre ti allacci le scarpe e corri in redazione è piuttosto rivolto ai tuoi figli, che quel privilegio dovrebbero poterselo godere.

daisy-1307314_960_720E’ così che in tanti anni ho trovato le vacanze da far fare a loro, liberi e felici, in quei lunghi mesi estivi.

Il grande, che quando era bambino era talmente immobile e concentrato nei suoi interessi che dovevo ricordarmi di spolverarlo ogni sera, è stato sottoposto a qualsiasi tipo di esperienza che lo rendesse vivace.

Scuola di vela in laghi e mari, immersioni alla scoperta delle stelle marine, tra le montagne alla ricerca delle orme dell’orso marsicano, architetti nella foresta per costruire un ponte tibetano sul fiume…

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Ogni volta tornava un bimbo nuovo, pieno di esperienze negli occhi, con più capacità di adattamento, sicuro di sapersi confrontare con ogni situazione.

Tanto che ancora oggi che oramai è un adulto, piuttosto che andare in vacanza come tutti i ragazzi, preferisce fare i campi di volontariato per Legambiente per monitorare e salvaguardare specie vegetali in pericolo.

Forse ho esagerato… mi viene da pensare con sospetto nei miei confronti, ma con grande stima nei suoi.

Il richiamo che hanno le esperienze nella natura, una volta che le hai provate non si cancellano, perché hanno un gusto tale che nessun’altra vacanza può darti.

Perché il fare, sentirsi parte integrante dell’ambiente e interagire con la natura imparando ad amarla con rispetto e ammirazione è un’emozione unica, che un bambino difficilmente dimentica.

Questi nostri figli, cresciuti come animaletti addomesticati di città, la libertà di correre a piedi nudi nel ruscello, o arrampicarsi sugli alberi e costruire un rifugio, non hanno neanche la possibilità di fantasticarla.

Per questo, messo da parte il mio ego di mamma, ho sempre cercato di insegnargli poco e fatto vivere tanto.

Perché le emozioni non si possono raccontare, bisogna solo fargliele vivere, magari e soprattutto senza di noi. Con la libertà di essere quello che vogliono.

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Diciamolo chiaramente, anche se abbiamo appreso perfettamente il metodo Stanislavskj e sappiamo recitare a meraviglia la parte del genitore disinvolto e libero, possiamo pure imbavagliarci, legarci, urlare in silenzio, quando vediamo fare certe cose ai nostri figli lasciati allo stato brado, tutta la nostra apprensione e istinto di protezione prende il sopravvento.

Magari sono le esalazione dei nostri sudori freddi, comunque loro, i bimbi, anche se non abbiamo fiatato e tratteniamo il respiro in religioso silenzio, hanno già percepito e subìto il nostro condizionamento e una nostra, magari involontaria, repressione.

Allora è tanto meglio affidarli a persone esperte e attente, ma che non essendo i loro genitori non subiscono quello scompiglio di ogni cellula dell’organismo se solo li vedono in bilico su un fossato. E così con saggia codardia, non vedere, e lasciarli liberi di esprimersi e sperimentare.

Così quest’anno è arrivato il turno della piccola di casa, anche lei come già suo fratello, ha vissuto due settimane in una comune dove i bambini vengono stimolati ai metodi attivi.

Tutto quello che desiderano, giochi e attività sono loro stessi a costruirli, a inventarli stimolati da supervisori. Perché i bambini in fondo non hanno bisogno di insegnati, ma della possibilità di scoprire, interagire con la natura e seguire la propria creatività.

13557744_10153768013667362_3835880721796574293_nScoprono così sensibilità e attitudini inimmaginate, e basta un falò nel noccioleto, una notte sotto le stelle, raccogliere le verdure dall’orto e gustarle con altra soddisfazione,  cucire le mongolfiere e lanciarle al loro destino.

13567060_10153767996367362_5253579659861856446_nE finita l’avventura, quando mia figlia con i capelli arruffati e la pelle diventata scura mi corre incontro, mi basta guardarle le gambe per sapere quanto ha vissuto.

Perché la libertà di un bambino è scritta sugli stinchi, e per sapere quanto è felice basta contare i lividi.

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I Cemea  organizzano soggiorni e campeggi per bambini, tra escursioni, manualità e recupero di giochi dimenticati e danze della tradizione popolare di tutto il mondo.

http://www.cemealazio.it/

Il WWF organizza campi avventure per bambini riuscendo a soddisfare qualsiasi gusto o curiosità, con istruttori esperti che dedicano la propria vita alla salvaguardia ambientale.

http://wwfnature.it

Per chi proprio non riesce a separarsi dai propri figli, Legambiente organizza Vacanze Natura anche per famiglie, in Italia e all’estero.

http://www.legambiente.it/temi/volontariato/campi-di-volontariato