Tu ce la metti proprio tutta per fartela prendere bene, la tua vita, le complicazioni che ogni giorno si sommano, ti mettono però a dura prova.

Affinano la tua caparbietà, quell’imperativo categorico di voler essere ottimista, con ostinazione e spesso a sproposito.

Ma ci provi, ti ci applichi come fosse una fede, convinta che energie positive generino altre energie positive.

Detta così sembra quasi una forma di superstizione e forse lo è, ma di certo questo non sminuisce il tuo impegno.

Equilibrio” mi dico, “la cosa importante è che non ti distrai e perdi equilibrio!”

stones-1372677_960_720Poi però come se niente fosse ti senti dire “Guarda che tra due mesi mi trasferisco dall’altra parte del mondo“…

Ecco, questa frase ti si appiccica addosso come una ragnatela e ti lascia immobile, e non è la prima volta che te la senti dire.

Questa volta esce dalle parole di un caro amico, probabilmente il più caro.

Che mi conosce da vent’anni, che c’è sempre stato, anche se per lunghi periodi ognuno di noi è preso o sopraffatto dalla propria vita.

Un amico che mi posso permettere di punzecchiare con sarcasmo, perché sa il bene che gli voglio e i miei tentativi di smuoverlo. Spingerlo a fare delle scelte, a smettere di aspettare che qualcosa succeda per strapparlo dalla noia.

Qualcosa è successo, ha deciso di trasferirsi a vivere ai Caraibi.

beach-84565_960_720Ho esagerato, ho veramente esagerato… mi rimprovero duramente. Con la presunzione colpevole di avere in qualche modo influito in questa scelta.

E così anche lui, come le mie amiche più care, se ne va.

Tutte prima o poi hanno recitato la stessa frase “qua non si riesce a vivere… questa città è impossibile… questo paese ti annienta… non è questa la vita che mi fa stare bene…”.

Mi prende lo sconforto ogni volta, perché non una sola parola riesce a uscire dalla mia bocca per trattenerli, per convincerli che non è così.

Non riesco a dargli torto e se devo essere onesta, sono felice per loro.

Sono fiera della loro capacità di cominciare da capo, di sfidare se stessi, di riuscire a immaginare e tentare una vita nuova.

Me li figuro lì, in quella vita altrove, a imparare a cucinare cose dal gusto insolito, impacciati nei piccoli gesti della quotidianità, al mercato, storditi dallo spaesamento e poi compiaciuti dalle nuove abitudine che si radicano.

fruits-1761031_960_720Quello che mi rattrista non è la lontananza, perché incredibilmente sono proprio questi amici lontani, i più presenti e vicini nella mia vita quotidiana.

Che si tratti del Senegal, di Berlino, del Marocco o dell’Austria, ci si aggiorna tutti i giorni per telefono e chat, si sta insieme in chiacchiere fitte fitte ogni volta che passano per Roma o che posso andare a trovarli.

Per paradosso sono proprio loro, quelli più lontani, che vedo più spesso, persino della mia amica che vive al Pigneto o dell’altra che sta a Garbatella.

Perché a volte è più complicato concedersi due ore dagli impegni e attraversare la città, consapevoli che quando arriverai l’unico suono che riuscirai ad emettere è un ringhio, esasperata dalle corse che hai dovuto fare per essere lì  e giusto il tempo di gridare “TANA!” ed è già ora di correre a casa per liberare la baby sitter.

A volte è più facile prendere un aereo e regalarsi del tempo fuori dalla propria giornata.

Sono loro, gli amici lontani, che mi fanno più partecipe delle loro vite, che condividono le novità, le scoperte e le sorprese.

Che si sentono in diritto di chiamarti nel cuore della notte se si sentono sconfortati e inquieti, perché la certezza che li accoglierai sempre con una battuta che gli strapperò una risata, va al di là del fuso e del clima.

berlin-1123869_960_720Non è la paura di perderli che mi rende immobile,  che mi lascia muta davanti a quelle parole.

Non è la distanza che mi fa venire voglia di piangere, ma l’amara consapevolezza di una vita romana così complicata, diventata ormai insopportabile, che per farmeli sentire così vicino, li porta ad andarsene così lontano.

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