Se la vita moderna ha creato l’assurdo obbligo del lavoro, l’istinto di sopravvivenza ha creato il week end.

Per molti, quei due giorni di “libertà” si consumano a spingere un carrello al supermercato, a fare la fila per entrare in un locale dove incontri solo bella gente, oppure al cinema al buio, immobili, a provare emozioni accanto a sconosciuti.

Per me il fine settimana è una sorta di rito liberatorio, chiamatela pure  fuga, in ogni caso è sinonimo di rigenerazione e di celebrazione della vita. E per vita intendo quella percezione dei sensi che ti fa ricordare per quale motivo hai ricevuto il dono di esistere.

14877217_10154060139972362_19356615_nCon la macchina carica come se scappassi dall’Apocalisse, con i cani eccitati nel presagire una nuova avventura, che si chiedono l’un l’altro “sta volta che s’inventa questa?!”, insieme a chi sa veramente provare il mio stesso piacere, mi metto in viaggio verso la felicità.

Sì, perché pascolare tra animali selvatici in mezzo alle valli, arrampicarmi tra cucuzzoli dimenticati, vagare tra i boschi e fermarmi ad abbracciare una quercia, sono cose in grado di rendere felice una come me.

14826299_10154060139757362_391647245_nVedere le mie belve canine libere, trotterellare spensierate tra i cavalli, gioire felici per aver trovato un enorme osso dimenticato da qualche lupo, sono cose capaci di risvegliare ogni volta lo stupore di come il tempo si trasformi in qualcosa di denso.

14813508_10154060139707362_789486850_nCamminare svuotata dai pensieri seguendo il corso del fiume in secca, per scovare foglie e rami che siano autentiche sculture, ha il potere di restituirmi equilibrio e farmi sentire parte di ciò che mi circonda. Non un visitatore o un turista della domenica, ma un pezzetto di quella natura.

Allora una cicogna che si ferma vicina senza prestare troppa attenzione alla tua presenza, è qualcosa di emozionante ma non di inverosimile.

Cedere il passo ai caprioli, intrattenere rapporti di buon vicinato con greggi di pecore diventano nuove abitudini, che però ti lasciano un sorriso così profondo, da poterci riconoscere una nuova ruga.

14813481_10154060140007362_1678237810_nE la luce che ti rimane nello sguardo, la serenità che si annida nei tuoi occhi, non riesce più a cancellarla neanche una nuova settimana di stress e lavoro. Perché il conto alla rovescia è già partito e tu sai che si tratta solo di qualche giorno, un cumulo di ore da sostenere per poter tornare a vivere allo Stato Brado. Rustica e libera, e felicemente selvatica.

Magari insieme a chi sa apprezzarti così.

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Lo stato brado non è solo una condizione dell’anima, ma anche una valida soluzione ecosostenibile. Considerato l’aumento della popolazione mondiale, diventa indispensabile riconsiderare i consumi individuali di carne, rivedere gli attuali metodi intensivi di allevamento e rivalutare quelli tradizionali. Il paesaggio, l’agricoltura così come l’ambiente, hanno bisogno degli animali. Vaste zone prative del Pianeta non sono sfruttabili dall’agricoltura, ma lo sono da parte di animali al pascolo, che trasformano in cibo vegetali per noi non commestibili. 

La scelta che si può fare, non solo per la qualità della carne di cui ci nutriamo, è quella di sostenere e ampliare forme di allevamento più ecosostenibili. L’allevamento brado o semibrado, rispetto a quello intensivo, porta a notevoli benefici all’ambiente ed è ecologicamente superiore alle colture cerealicole.

Così come me, anche gli animali al pascolo liberi e selvatici vivono la loro vita più felice e con dignità