Quando cammino con i miei cani, belli e poco comuni da vedere a spasso in città, puntualmente si avvicina qualcuno e indicando incantato mi chiede “Bello, che cos’è?”

Un cane, rispondo io per provocare. “Sì, ma che tipo?…” mi sento chiedere con imbarazzo.

Frida
Ecco, nessuno mai, per nessun motivo si azzarda a usare anche solo per sbaglio la parola razza. 

Magari i giovani non sanno con chiarezza cosa sia stata la shoah, lo sterminio di milioni di esseri umani perpetuato in nome della razza, eppure questa parola è impronunciabile.

Bene, me ne compiaccio, qualcosa siamo riusciti a trasmettergli… tanta confusione, mi viene da dire.

Perché quando si parla di un cane la razza è importante, sia pure un meticcio, uno di quei mischioni incredibili, anche per lui cercare di individuare quali sono le razze che scorrono nel suo sangue è fondamentale per capirne le attitudini, il temperamento e le possibili patologie che potrebbe presentare.

dog-188273_960_720Il paradosso diventa che se parli di razze o peggio ancora hai scelto un cane di razza, ti guardano con sospetto e diffidenza.

Se poi hai scelto un cane tedesco purissimo, per loro sei una specie di nazista o quantomeno un fanatico dell’eugenetica.

E pure qui mi viene da ridere constatando quanta ingenuità venga diffusa, magari direttamente diluita nel biberon dalla nascita.

Ma chi l’ha detto che un cane di razza sia per forza un privilegiato, perché anche loro possono avere il loro pacchetto di sventure e sfortune da portarsi dietro.

I cani sono tutti strepitosi, quello buffo con le fattezze da bassotto e il pelo e il muso gigante da Chow Chow, quello sciancato, quello allampanato, tutti senza distinzione. Eppure, per assurdo, verso i cani di razza c’è una certa discriminazione.

dog-1411236_960_720Intanto, c’è da dire che il cane in natura non esiste, è nato con l’uomo e da selezioni studiate e accurate. Quindi facciamo pace con questo tabù e cominciamo a guardare i cani per quello che sono, cani, portatori da millenni di incroci di razze, a volte casuali a volte mirati.

Non è neanche vero che sei hai un cane di razza sei necessariamente uno snob e che hai i soldi da spendere. I miei cani, per esempio, non li ho comprati.

Una è stata presa da un cacciatore che voleva sbarazzarsene quando ha capito che non avrebbe fatto i soldi che sperava. In cambio di un rimborso spese ho preso una cucciola che non oso immaginare che fine avrebbe fatto. Perché per lui il problema era solo liberarsene, in ogni modo, e temo anche con i metodi più orribili che spesso usa chi, senza scrupoli, fa commercio di cani.

L’altro, nato in un prestigioso allevamento, era stato acquistato profumatamente per poi finire a trascorrere quattro anni da solo, deprivato e isolato in un metro quadrato. Fino a quando una donna eccezionale ha trovato la forza e il coraggio di portarlo via di lì e regalargli una vita migliore, donandolo a me.

Un cane nato per la ricerca del tartufo ma che non aveva mai corso in vita sua, e ce n’è voluto per insegnarglielo.

Insegnare a correre a un cane, avete mai sentito cosa più assurda?

12553089_10153389025982362_8714574110541126340_nEppure è così, succede anche questo. E succede spesso ai cani di razza, più facilmente vittime dei capricci di chi ha tanti soldi da spendere ma poco tempo e voglia da dedicargli.

Se per due volte ho voluto un cane di razza, non è perché sono un’invasata ma perché so già in partenza quali sono i loro bisogni, le loro peculiarità, quali caratteristiche aspettarmi e quali no.

E se i miei cani purissimi sono entrambi sterilizzati, scandalizzando chi mi dice “che peccato, sono così belli” Sai che cuccioli”… è perché so che il mondo è pieno di cani che cercano casa e non credo sia necessario farne nascere altri, anche e soprattutto se sono di razza.

Giotto e Ginny