“Si ma tu non ti accontenti mai!” mi sento ripetere da quaranta anni da mia madre. A chi vive di sfumature, si ciba di complessità questo accade frequentemente.

La questione ricorrente, negli ultimi anni, è delle più elementari ma delle meno facili da sciogliere. Riguarda la vita che vorrei. Hai detto niente…

Perché vivere in una città come Roma è diventato insostenibile anche per chi la ama. Non abbastanza grande per essere una metropoli, ma sufficientemente caotica da impiegarci venti minuti per fare il giro del palazzo.

Non così stimolante da farti venire voglia di uscire e affrontarla, ma così provinciale da sapere sempre e comunque (tuo malgrado) cosa ha combinato quello, non sai con chi ho incontrato quell’altro.

Nonostante l’insofferenza, per me non è ancora tempo di andarmene. In questo limbo ho da scontare ancora diversi anni.

Vivere di frustrazioni però non fa parte della mia indole, e per fortuna la fantasia e la voglia di trovare mediazioni mi corrono in soccorso.

Quello che sto alimentando è il sogno di un rifugio, un luogo extra-ordinario dove sentirmi libera e dove correre quando ne ho bisogno.

Per molti un sogno così si declina tra le onde e il vento a bordo di una barca. Per altri è una villa aggrappata ad una scogliera o una baita incistata tra le gole montane.

Per me è un accampamento gitano.

gypsy+caravan

Perché i sogni, quando si tratta di abitare, ci assomigliano molto. Non sono poi così astratti, magari pretenziosi, ma fatti della nostra stessa pasta.

E il mio, in fondo, non è così impossibile da realizzare.

Sulle sponde di un lago, che è la cosa che più mi rilassa, tra erbetta e alberi antichi sto costruendo nella mia mente l’accampamento che sarà.

9Vecchi carri gitani, con intarsi e odore di legno si snodano ognuno per conto proprio ma nello stesso tempo creando una corte, un piccolo villaggio colorato.

In un posto così rintanarsi per vivere scalzi e piuttosto nudi, in ogni caso liberi dal dovere.

Una vita en plain air ma con il sapore e la comodità di una casa.

68bcb81fd8f3f12fad0ec9e3e7648898les-roulottes-de-la-serve-06Senza sguardi, senza rumori, se non quelli di chi hai scelto di avere lì con te.

E d’inverno rannicchiati davanti al camino avvolti come in una cuccia.

253749760224187244U4JasiQHcSempre e comunque con il senso per l’essenziale e il piacere di piccoli e apprezzati lussi.

E così quella mattina che ti svegli con l’orizzonte che ti manca e senti che vorresti qualcosa che non sai, basta attaccare i ganci e tornare a partire.

Perché se hai l’animo gitano quello che ti serve è la musica e ricominciare ogni volta. Proprio come succede nei sogni.

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A chi cerca ispirazione per creare il proprio accampamento o anche solo una dependance in giardino, consiglio “Les Roulottes: Une invitation Au voyage” di Jeanne Bayol, Ed. Aubanel

Caravana gipsy style

Un’azienda artigianale di Massa Carrara realizza carrozzoni gitani da personalizzare, per una spesa di 15.000,00 euro circa. www.lecasemobili.it

Oppure l’azienda francese http://www.roulottes.nl/index.html

Chi ama invece il design e preferisce qualcosa all’avanguardia, autosufficiente e sostenibile, può trovarlo nel progetto dei designer austriaci Theresa Steininger e Christian Frantal, per un prezzo che va dai 50.000,00 e i 90.000,00 euro

www.wohnwagon.at

exterior

 

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